Le spose fantasma in Cina

Che cos’è una “sposa fantasma”?

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Scene da un matrimonio, inteso nella sua versione più…classica. Ma non è così che si svolge il matrimonio per le Spose Fantasma in Cina.

Le “spose fantasma” esistono in Cina da molto tempo.

Quella di prendere in sposa una donna già defunta è una tradizione che sembra uscita da un film dell’orrore, oppure uno scherzo di Halloween, eppure, la pratica dei matrimoni fantasma in Cina ha una storia millenaria. Nella tradizione Cinese, infatti, è possibile contrarre matrimonio tra persone che non sono più in vita, per realizzare, per esempio, il sogno d’amore di due amanti sfortunati, che hanno perso la vita prima di unirsi in matrimonio.

Questo tipo di unione viene chiamata冥婚(mínghūn), che significa letteralmente “matrimonio di spirito”.

I canoni che regolano i matrimoni di spirito

Il mínghūn non si limita però all’unione di due anime che non hanno più un corpo fisico. Attraverso questo tipo di matrimonio è anche possibile, per una persona vivente, sposare una persona defunta.

Questa versione del mínghūn è molto meno comune, tanto che per molti cinesi è una leggenda metropolitana, ma recenti fatti di cronaca nera, come l’assassinio di due donne disabili nella provincia dello Shaanxi per venderne i corpi come spose cadaveri, o la sempre più frequente riesumazione di spoglie di donne nubili, per trafugarle e venderle a uomini in cerca di moglie, hanno riportato questa pratica sotto i riflettori, confermando che, al giorno d’oggi, le spose fantasma in Cina esistono ancora.

Secondo Rainews, che già nel 2014 riportava casi di furto di spoglie umane in Cina, pare che questa pratica sopravviva soprattutto nelle aree rurali delle provincie dello: Shaanxi, Shanxi, Henan, Hebei e Guangdong.

A cosa è dovuta la diffusione de le spose fantasma in Cina?

I matrimoni di spirito in Cina sono un fenomeno antichissimo, che ha ripreso vigore recentemente, con l’aumentare della popolazione maschile.

Secondo Radio Free Asia, in Cina ci sono attualmente circa 33 milioni di uomini in più rispetto alle donne.

Quindi, per pure ragioni matematiche, a causa dei troppi aborti selettivi o infanticidi di bambine a partire dagli anni ’70 del secolo scorso (per via della politica del figlio unico) molti uomini Cinesi non riescono né mai riusciranno a trovare una compagna.

Le ragioni dietro i matrimoni di spirito

Le ragioni per cui un uomo voglia unirsi in matrimonio con una defunta sono molteplici: innanzitutto in Cina è considerato sconveniente non essere sposati dopo una certa età, e lo status di “single” è fonte di imbarazzo non solo per la persona non sposata, ma per tutta quanta la sua famiglia.

La formazione di una famiglia, la nascita di un erede (preferibilmente maschio), fanno tutti parte dei “doveri” di un individuo secondo la cultura Cinese, e sono requisiti dettati dalla millenaria tradizione Confuciana, necessari per la propria affermazione all’interno della società.

Per le stesse ragioni, i parenti di una donna defunta possono acconsentire ad un matrimonio di spirito, per integrarla all’interno di un albero genealogico maschile diverso da quello della famiglia di origine, e far sì che non diventi un ramo cadetto della famiglia del padre. Dal momento che questa donna, in quanto nubile, non ha avuto figli che possano avere cura delle sue spoglie dopo la sua morte, o che la possano omaggiare ed onorare come antenata, allora si celebra questo tipo di unione, per far sì che lei possa essere onorata come antenata dai discendenti della famiglia del marito.

Sarebbe più semplice se la famiglia della defunta avesse il permesso di considerarla una propria antenata, garantendole un posto nel tempio di famiglia. Ovviamente, è assolutamente proibito per i genitori e per la famiglia natale fare una cosa del genere.

Un altro motivo per cui si renda necessario organizzare un matrimonio di spirito, sempre secondo i canoni Confuciani, è che, in una famiglia, il fratello minore non può contrarre matrimonio prima del fratello maggiore, per cui, il fratello maggiore può scegliere di sposare una donna defunta. Lo stesso ragionamento vale anche se il fratello maggiore è deceduto: la famiglia può decidere di organizzare un mínghūn per lui, per non turbare il suo spirito con il matrimonio del fratello minore. Bisogna però aggiungere che, questa situazione è quasi definitivamente scomparsa a partire dal 1976, anno delle riforme che introdussero la politica del figlio unico.

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